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Una giornata qualunque.

Era in arrivo, sul quarto binario, il solito Diretto delle quattordici.
Decine di capannelli umani, nell’attesa, intrecciavano le loro chiacchiere.
L’alto parlante, inascoltato, gracchiava:
“ Attenzione sul quinto binario, treno in transito”.
Il carrettino, trainato dalla coppia di vecchietti, per scansare i pendolari,
si ritrovò sulla rotaia.
Il brusio sapeva di cornice e solo qualche muto rimprovero poteva
leggersi negli occhi stanchi dei distratti viaggiatori, che avevano
osservato la scena.

Un tizio che stava pensando ” qui casca l’asino” tirò su quel carrettino
di legno, beccandosi un bel grazie dalla non giovane vecchietta, il cui
marito si era, prudentemente, rifugiato nel sottopassaggio.
Come premio ebbi l’abbraccio della bella collega, che approfittò. della
circostanza favorevole.
Il fischio lacerante, del Napoli- Parigi, non straziò più di tanto i timpani.
Ci si era abituati.
Così vanno le cose della vita e così vanno le cose del mondo.

Pochi minuti dopo, sul solito Diretto delle quattordici, si ricostituivano gli
usuali crocchi.
Mammasantissima con Mammasantissima, Maestri con Maestri,
Bidelli con Bidelli, Militari con Militari e così via, d i questo passo.
C’era anche chi preferiva o era costretto a stare da solo.

Per scaricare un po’ di tensione, mi allontanai dalle colleghe che mi
coccolavano, cercando l’angolino giusto, dove poter fumare la mia brava
sigaretta e perché no?, anche due.
Niente di più facile, se non fosse stato per la mancanza di cerini e per la
mia dabbenaggine.
Ad una bella pendolare che fumava: “Per favore, mi fai accendere?”
Entrò in tilt. Forse pensava ad un mio timido tentativo di approccio,
Frugò nervosamente nella borsetta, estraendo la scatola di Minerva e nel
passarmela, le sue mani tremavano più del necessario.
“ Lei mi deve scusare, ma non ho l’accendino”
Il treno sferragliava e per metterla a proprio agio, risposi:
Ah!, guarda che il “lei” mi piace.
Apriti cielo: “ Veramente io le piaccio!,
Ma lo sa lei, che io l’ho sempre guardata con simpatia e mi piace come si
comporta sul treno.
Sa, io sono impiegata al Ministero e ho un fratello che fa il professore….”

Per cinque minuti, continuò a parlare di sé e della sua famiglia, mentre a
me non restò che accendere una seconda sigaretta, sempre con i Minerva.
Il suo viso cambiava continuamente colore, anche se il porpora continuava
a predominare.
“ Veramente interessante la sua vita, io scendo alla prossima e le auguro
una bella giornata”.
Cos'altro potevo fare?

Tag: narrativa

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oissela Commento da oissela su 29 Giugno 2009 a 14:04
Al tempo dei minerva ero più saggio di adesso, tuttavia è bella anche questa stagione dei capelli
bianchi. Un abbraccio a tutte e due, Ragazze.
Nonno Oissela.
Franca Commento da Franca su 29 Giugno 2009 a 8:16
Molto simpatico il gioco sulla parola "Lei". Un abbraccio. Franca
dakin Commento da dakin su 28 Giugno 2009 a 18:40
eheheh, la casualità dei compagni di viaggio a volte induce a smettere di fumare. Ma davvero ci sono ancora in commercio i Minerva? D.

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