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Seconda puntata

- Il fratello alieno -

Billy, prima di rispondere, lo guardò attentamente, la sua figura era goffa e tarchiata. Il collo era esile e flessibile e riusciva a ridurlo o allungarlo a dismisura, come pure gli arti superiori e inferiori che l’extraterrestre ritraeva e allungava continuamente. Il suo capo, a forma di pera, a prima vista, sembrava sprovvisto di occhi, che in realtà si trovavano alla sommità di due antenne sottili che gli pendevano ai lati. Il naso somigliava ad una calamita a ferro di cavallo e le orecchie erano allungate e appuntite. Ma la peculiarità eclatante di Skippi consisteva nel suo modo di muoversi, anzi di sfrecciare velocemente. I suoi piedi, infatti, erano dotati di tante piccole rotelline, di pattini insomma, che gli permettevano di spostarsi senza alcuna fatica.
“Come sei diverso...da noi terrestri!” gli fece notare Billy, “eppure ora che ti guardo sento di volerti bene...ti desideravo come fratello esattamente così come sei, unico e speciale! Adesso, vorrei che mi parlassi un po’ di te... e anche del tuo mondo”.

Skippi, controllandosi perché raramente riusciva a stare fermo, bloccò i pattini, ritirò il lungo collo e, incrociando le gambe snodate, si sedette a terra di fronte a Billy, pronto per cominciare a narrare la sua storia:

“Provengo da un piccolissimo pianeta molto lontano e diverso dalla Terra, si trova oltre il tuo sistema solare, oltre la Galassia. Per venire fin quaggiù ho chiesto un permesso speciale al CPT. Per parlare del mio pianeta impiegherei troppo tempo ed io non posso stare molto con te; se vuoi, però, posso farti conoscere il mio mondo e farti fare, per una volta, un viaggio straordinario tra le galassie”.

“Dici sul serio?” rispose Billy felice e continuò: “Davvero mi porteresti con te a visitare lo spazio?”

“Perché no?!”

“Ma impiegheremo un’eternità per attraversarlo!”

“Ma cosa dici? Le nostre nostre astronavi sono più veloci del tempo e della luce, dai, preparati che stiamo per partire”.

“Allora”, aggiunse Billy “ possiamo portare con noi anche George Curiosus, sai è il giovane gorilla curioso di peluche da cui non mi sono mai separato...”

“ OK, prendilo pure....forza...si parte, l’astronave ci aspetta!”


Skippi Sky risalì svelto nella navicella spaziale che lo aveva condotto sulla Terra, seguito da Billy,il quale trascinando George per una zampa, si voltò un’ultima volta a rimirare la sua stanzetta, prima di salire a bordo. Dopo qualche secondo, il sibilo dei motori divenne assordante, l’astronave cominciò a girare su se stessa, proprio come una trottola, fino ad essere inghiottita... nel nulla! Billy era esterrefatto, non credeva più ai suoi occhi:
“ Forse sto solo sognando!” e per sincerarsene si pizzicò sul braccio.
Non era un sogno, la piccola astronave stava viaggiando veloce nello spazio buio e silenzioso.

Billy, subito si sentì leggero come una piuma e prese a sollevarsi lentamente: dondolava, volteggiava, si capovolgeva, cercando invano di tenere i piedi a terra.
“ Ehi, Skippi...che cosa mi sta succedendo? Chiese preoccupato.

“ Nulla di grave, è l’effetto della mancanza d’aria, si chiama assenza di gravità ed è tipica dello spazio, ma è un problema facilmente risolvibile, tieni, allacciati il regolatore di peso di gravità e tutto sarà risolto.”

Billy, impacciato nei movimenti, lentamente afferrò la specie di cintura che Skippi gli porgeva e la serrò n vita. Immediatamente i suoi piedi tornarono per terra e fu solo allora che si mise ad osservare con attenzione il nuovo paesaggio che lo “circondava”. L’astronave, infatti, era tutta trasparente e non vi era quindi, finestrino od oblò che limitassero lo sguardo. Il suo campo di osservazione gli consentiva di spaziare con gli occhi e, da qualsiasi parte si volgesse, vedeva le stelle. Quelle che dalla terra assomigliavano a tremule fiammelle, viste dallo spazio sembravano vari palloni luminosi, sospesi per magia nel vuoto. La piccola astronave sfrecciava a velocità supersonica zigzagando da un mondo all’altro come se stesse partecipando ad uno slalom tra le stelle! Billy si divertiva moltissimo e ogni tanto gli scappava un gridolino compiaciuto.

“ Attento”- notò ad un tratto - uno stormo di uccelli ci viene addosso!”

“ Uccelli? Cosa sono... gli... uccelli? Ah... ti riferisci a quella massa infuocata che sta per investirci?” Gli fece notare Skippi, che immediatamente aggiunse:
“ Si tratta di una pioggia di meteoriti, staccatesi da qualche stella; ma niente paura, aziono subito il disintegratore meteoritico che le frantumerà rendendole innocue”.

Billy, ormai rilassato, si sistemò sul seggiolino e si preparò all’atterraggio. L’astronave, dopo una brusca virata, cominciò a planare lentamente e dalla notte emerse il chiarore ed infine il COLORE. Sì proprio così, il cielo si tingeva di verde! Un paesaggio davvero insolito, statico e irreale si parava dinanzi agli occhi di Billy: l’orizzonte era tutto colorato di verde, nessuna traccia di nuvole, niente uccelli, niente vento né pioggia né caldo né freddo, soltanto un unico colore: ilVERDE.

“Billy, siamo entrati nel sistema interplanetario di IRIDE e siamo atterrando su VERDANIA, il mio pianeta!”

* * * *

La base missilistica appariva deserta e i due non trovarono nessuno ad attenderli. Billy se ne chiedeva il motivo e Skippi, leggendogli il pensiero, rispose che a quell’ora tutti i suoi fratellini dormivano, proprio come sulla Terra; ma non esisteva notte buia lì su VERDANIA. Tra notte e giorno non vi era nessuna differenza, dacché il tempo era sempre uguale.
“ Vieni, approfittiamo di queste ore di quiete, potrai conoscere la nostra città senza che nessuno ci disturbi.” Detto ciò, Skippi pigiò un piccolo acceleratore disposto sotto le sue rotelline e partì a gran velocità scomparendo all’orizzonte; non senza lasciare Billy nel più profondo sconcerto, ma di lì a poco fu di ritorno.

“ Perché non mi hai seguito?”

“E’ semplice, perché io sono un comune bambino e, come tutti i terrestri, non posseggo pattini a rotelle superveloci, ma soltanto due piedi che mi consentono di camminare... o tutt’al più di correre...ma non come te!”

“Oh...mi dispiace... - rispose Skippi - a questo non avevo pensato! In effetti ci sono grossi vantaggi a spostarsi con le rotelle; qui abbiamo risolto il problema dell’inquinament nessuno circola con le automobili, ognuno ha il mezzo di trasporto strettamente personale, perché le rotelle ci consentono di sfrecciare a velocità supersoniche.”

“ Allora io cosa posso fare?” piagnucolò il piccolo terrestre e già si dipingeva sul suo volto una punta di delusione.

“Non preoccuparti, provvederò subito. Guarda, ho sempre con me delle rotelline di scorta, ora...le applicherò sotto i tuoi piedi, così potrai sfrecciare come me.”
Billy, dopo che l’operazione fu eseguita con precisione, mosse i primi passi: dapprima un po’ incerto e non senza un paio di capitomboli, poi prese a scorrazzare a destra e a sinistra con grande agilità e, voltandosi verso l’amico, gli disse felice:
“Come so andare! Guarda...è facilissimo..., vedi?”

“ Via allora, si parteeee...Seguimiiiiii!” gli urlò dietro Skippy e, superandolo con fulminea abilità, partì seguito dal bambino, alla volta della città di Kimeròs...
continua

Tag: fiaba

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3 Commenti

Franca Commento da Franca su 6 Luglio 2009 a 9:54
Sai, Shooraya che anche a me piace inventare favole? Ho pubblicato anche un libro. Se vuoi te ne mando una copia. Bacio. Franca.
shooraya Commento da shooraya su 6 Luglio 2009 a 7:27
cara Franca, ti ringrazio per l'attenzione che sempre dedichi alle mie "creature" . In passato ho nutrito la passione per le fiabe e mi sono davvero divertita, un gusto per l'nventiva che ancora non si è "esaurita"...a differenza di me che lo sono abbastanza. ...paura? Pauraaaaaaaaaaaa??? cos'è....una cosa che si mangia?????
( bacio) ihihih
Franca Commento da Franca su 5 Luglio 2009 a 23:17
Il racconto è molto divertente e immagino quato ecciterà i bambini. Ma questo fratello per me non andrebbe bene. Te la immagini una che soffre di agorafobia immersa nelle vastità cosmiche?

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