Il vecchio patriarca è morto. Un tempo dispensava la saggezza
distillata da anni di esperienza, di vita sana e sobria.
Era l' avvocato dei bambini che accarezzava con mano tremante.
Li baciava, lieve, sulla testa per non violare il candore delle loro gote.
Si sedeva al sole, come a rinvigorire gambe e braccia non più salde.
Badava gli animali, per non mangiare ad ufo il pane della famiglia.
Ed anche perché si divertiva a studiarne le mosse, ad ascoltare
le tante voci che al suo orecchio giungevano come una grande orchestra.
Ora. se un vecchio non viene rinchiuso in un ospizio,
viene tollerato con fastidio, spogliato della sua dignità.
"Lascia stare, ci pensiamo noi" - si sente dire premurosamente.
Parole che sanno di sentenza, di condanna all' inutilità.
Allora prega in silenzio. "Signore, perché ritardi a prendermi?"
Tag: poesia
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