A me è tornato in mente per un incontro del tutto casuale tra un mouse alquanto distratto e un vecchio file...
L’asfalto scuro scorre sotto l’auto, anonimo nella sua minerale indifferenza. Inerte.
Metallico, meccanico movimento del motore, delle ruote. Stacco lo sguardo dalla strada e la superba umiltà del biancospino mi cattura. Gemme di rovo lungo il fosso.
Accosto. Suolo morbido sotto i piedi, passi d’erba e menta. Presagi di verde sui rami delle querce e in basso bacche di rosa canina, rossa convivenza di stagioni promiscue. Lembi di silenzio.
Percorro lenta il sentiero sassoso, respirando l’aria satura di umidità, di odori. Forse ora inizio a capire.
Ancora uno sguardo alla terra bruna, dal profondo un respiro.
So a chi appartengo.
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