TERRA DI LAVORO
Posted by oissela on April 1, 2008 at 8:26am
La verde valle del Garigliano offre uno scenario incantato.
Si trova, grosso modo, a mezza strada tra le Alpi e la Sicilia.
Gli uomini armati, nel percorrere la lunga penisola,
qui hanno sostato e incuranti del panorama si sono scambiati botte da orbi,
dandosele di santa e umana ragione.
Cominciò Odisseo con i Lestrigoni.
I Romani fecero fuori la Pentapoli e di Vescia, Ausona e Sinuessa non restano che
ricordi sbiaditi.
I Vandali si limitarono a fare terra bruciata.
Le ossa degli Arabi biancheggiarono al sole nel 915.
Spagnoli e Francesi si massacrarono nel 1503 e invano Monsignor Giovanni
Della Casa cercò di calmare gli animi.
Era della partita anche lui, come funzionario della chiesa.
Per farsi perdonare, scrisse un trattato di buone maniere.
Alla fine del 1700 arrivarono soldati che cantavano la Marsigliese,
ma i nostri Sanfedisti si batterono e si batterono bene.
Frà Diavolo da Itri era l’idolo del momento.
Sessant’anni dopo arrivò Peppino, ma Gaeta era imprendibile.
Il nostro amico se ne andò a Caprera, passando il testimone ai Piemontesi,
che dopo Gaeta, cominciarono a sparare su tutto quello che si muoveva.
Briganti o contadini?
La Patria si costruisce in tanti modi.
Quello che accadde tra Tedeschi e Alleati lo sanno Tutti e anche l’Abbazia
di Montecassino non fu avara nel dare il suo contributo di macerie.
L’orrore vomitato dalle seimila bocche da fuoco e le migliaia di cadaveri, insepolti
nella verde vallata, non smorzarono l’entusiasmo dei liberatori, che diedero prova
di grande maestria sessuale nell’educare vecchie, animali, ragazzi e povere madri.
Alle velate proteste, il generale francese rispose: C’ est la guerre.
Le belle colline spelacchiate hanno continuato a rigenerarsi.
I saporiti ciuffi d’erba rinverditi dalle piogge costituiscono cibo gradito per capretti,
asinelli, vitelli e affini, compresi leprotti e coniglietti selvatici.
Il raglio degli Asini veniva smorzato dallo stormire delle fronde e se la Valle del
Garigliano non era l’Eden poco ci mancava.
Una cinquantina d'anni orsono, arrivarono gli Asini con giacca e cravatta,
che adornarono la verde piana con una grande Palla.
Questa povera centrale nucleare fa mostra di se stessa e forse non è colpevole
di quei fenomeni strani di cui la diceria popolare la accusa.
Non è scientificamente dimostrata la sua responsabilità.
Una metà dei morti, da queste parti, non muore di vecchiaia.
Il quarantasette per cento di essi scelgono i tumori, risparmiandosi gli acciacchi
della longevità.
Le centinaia di piccoli Esseri nati svantaggiati è sicuramente leggenda inventata
da qualche buontempone.
Vitelli con due teste e pulcini con tre zampe nascono ovunque.
Le matriosche tra i frutti degli alberi si sprecano, ma forse sono il risultato
dei miglioramenti genetici.
Cesio, stronzio e cobalto, diciamolo con chiarezza,
se ben utilizzati, hanno effetti curativo- balsamici.
All’ombra della grande Palla si può dormire tranquillamente.
Anche per sempre.
Molti, essendo poco accorti, nemmeno se ne sono accorti…. d’essere morti.
Terra di lavoro...... quest’area.
Terra fertilizzata dal sudore dei nostri padri e che adesso viene fertilizzata
dai rifiuti di strane triangolazioni, che arricchiscono i ricchi.
Tag: drammatico
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