Il lamento del vento
è un coro infernale
d’inquietanti voci sommesse.
Il suo sibilo nasce profondo
ma, nell’impennare,
diviene aguzzo supplizio.
Come lingua di fuoco
oscuri cantoni lambisce
e, in tormento, inveisce.
Il moto del vento
s’insinua prima dolcemente,
indi spazza violentemente
pensieri sereni
incutendo un’angoscia latente.
Il mormorio del vento
è come lo spasmo del male
che tutto scompiglia.
Si placa e riprende a urlare
come solo il dolore sa fare.
Post aggiunto il 12 Novembre 2009 alle 11:39 — 4 Commenti
Non ho mai provato un impulso sì travagliato.
Un giorno mi scacci e l’altro mi riallacci.
Non mi vuoi al tuo canto e poi dormi nel rimpianto.
L’indomani mi baci di passione
e mi chiedi perché non ero al tuo fianco.
Mi cingi d’ossessione come un’onda
che inonda, confonde, affonda.
Smonta e rimonta.
Dov’è il tuo cuore?, bastardo di un amore!
Lo strapperò dal tuo petto con l’uncino del dolore,
lo sfilerò con l’ira del dispetto,
spremerò il suo sangue incolore
e ne farò straziato m…
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Post aggiunto il 11 Novembre 2009 alle 22:30 — 4 Commenti

Sentimento e ragione
percorrono cammini
che non s’incrociano mai.
Perché mescolare
ingredienti incompatibili?
L’impasto così impazzisce.
Liberando il criterio
l’impulso pedina semplicemente
il palpito del cuore.
Ecco la poesia.
Essenziale è distinguere
ciò che non è vitale
dal limpido senti…
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Post aggiunto il 8 Novembre 2009 alle 15:04 — 12 Commenti